LA COLLEZIONE GUATELLI: ARTE E EMIGRAZIONE

Nei primi anni del Novecento, in Liguria si registrò un forte incremento nella produzione di olio d’oliva, fenomeno dovuto all’introduzione della chimica, che permise di rendere commestibili anche quegli oli che risultavano essere inadatti al consumo alimentare.

Imperia, in questa nuova realtà, rivestì un ruolo di primissimo piano, in quanto nell’arco di pochi anni, si concentrarono i più importanti stabilimenti per la raffinazione dell’olio d’oliva.

Per mantenere inalterata le qualità e le caratteristiche organolettiche, si scelse di confezionarlo in contenitori di banda stagnata, materiale che, grazie alle sue peculiarità, consentiva un ottimale condizionamento del prodotto sia per il commercio interno sia per l’esportazione.

L’anno 1861, che rappresentò per l’Italia il raggiungimento dell’unità tanto desiderata, e che era costata grande impegno e sacrificio, segnò anche l’inizio di un fenomeno che avrebbe inesorabilmente cambiato le sorti della nazione e non solo: l’emigrazione all’estero. Nei nuovi stati si formarono comunità nelle quali molte attività erano gestite da conterranei; nelle maggiori città vennero pubblicati giornali in italiano, si istituirono società di fratellanza e di aiuto, tutto questo favorì ampiamente il costante sbarco d’immigrati che, oltre alla concezione del lavoro, portarono con loro musica e cibo.

Le comunità italiane all’estero cercarono di colmare quel senso di nostalgia, andando alla ricerca dei sapori culinari che immediatamente erano riconducibili alla Patria lontana. Nei nuovi paesi trovarono quasi tutti gli ingredienti necessari per la preparazione dei piatti nostrani, ad eccezione dell’olio d’oliva. Per tale ragione si iniziò ad importarlo. Ma se la qualità del prodotto era garantita dall’importatore- che era sempre di origine italiana- i nostri connazionali all’estero vollero una lattina che doveva ricordare la terra d’origine.

Per soddisfare le richieste del mercato internazionale, in Liguria si iniziarono a produrre contenitori per la commercializzazione dell’olio prodotto nell’intero territorio nazionale, con effigiate tutte quelle immagini che meglio rappresentavano il nostro Paese.

Iniziò quel felice connubio fra progresso tecnologico- industriale e ricerca artistica che portò a risultati eccellenti, non solo dal punto di vista commerciale ma anche come strumento di trasmissione del gusto e dei nuovi linguaggi dell’arte, permettendo di raggiungere un pubblico sempre più vasto.

Per i prodotti destinati alle comunità italiane all’estero, i designer lavorarono alla litografia come fosse carta pregiata, creando contenitori dai colori sfumati e raffinati, non solo per l’olio ma anche per il tonno, cercando di riprodurre marchi e simboli che meglio potevano alleviare la nostalgia della lontana Italia.

Ogni contenitore presentava titoli e descrizioni in due lingue, quella d’origine e quella del nuovo paese, e, nel tentativo di renderle più simili, la traduzione nell’idioma d’origine era approssimativa.

Sicuramente la figura femminile ricopriva un ruolo privilegiato: veniva rappresentata alternativamente nei panni della donna-angelo, come ad esempio nell’olio Madonna, nel quale la protagonista appariva avvolta in un morbido peplo, secondo la tipica rappresentazione liberty, non mancavano, però, immagini tipiche della Belle Epoque, caratterizzate da vite sottili e décolleté generosi, vistosa sinuosità delle forme come nel caso dell’olio Odalisca, oppure quelle che facevano riferimento alla tradizione popolare contadina come ad esempio nell’Olio Tana, in cui la donna appariva effigiata con il tipico costume folcloristico siciliano. Ricchissima la serie legata ai personaggi simbolo del nostro paese: l’Olio VerdiGiuseppe MazziniD’AnnunzioTasso e l’Olio Caruso e Giotto, per citarne solo alcuniInoltre le marche che rievocavano le grandi opere teatrali, come ad esempio olio NormaRomeo e GiuliettaTosca e Olio Aida. Non mancavano le lattine che celebrano le tradizioni popolari italiane come l’olio Ambriola, Sicilian girl, Rosalia, la Romanella e quelle che evocano gli eventi storici del nostro paese nei primi del Novecento come ad esempio l’olio DuceEddaVittoria Tripolitana e Faccetta Nera.

Un posto di grande rilievo era infine, riservato alla rappresentazione e celebrazione dell’Italia. Sulle confezioni in latta per l’olio, il nostro paese veniva effigiato, quasi sempre, nelle sembianze di una giovane donna avvolta in un peplo come una figura classica, ispirata alla Nike o alle divinità greche.